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CONSULENZA FINANZIARIA
LA VIA SMARRITA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 25 Ottobre 2020 08:46
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Il guerriero che crede nel suo cammino, non ha bisogno di dimostrare che quello degli altri è sbagliato.
(Paulo Coelho)

Ho la triste sensazione che questo paese stia perdendo la giusta direzione.

I fatti di ieri successi a Napoli, con le contestazioni al Governatore De Luca, fanno capire che siamo decisamente in confusione e che i tanti anni di un paese in stagnazione economica, con crescita vicina allo zero, con imprese che non investono più, con un tasso di disoccupazione giovanile sempre maggiore, stanno lasciando un solco sempre più profondo.

Ritengo che le manifestazioni , le contestazioni, rientrino assolutamente nel diritto di ognuno e nel lecito, fermo restando che il tutto dovrebbe avvenire in forma civile e pacifica.

In secondo luogo entra in ballo un male tipicamente italiano, legato all’assistenzialismo sempre, dovunque e ad ogni costo e devo ammettere che questo è un retaggio che ci portiamo dentro da decenni.

Chiedere, pretendere, sentirsi sempre nel diritto di ottenere; e allora i cittadini pretendono che lo Stato li finanzi, li rimborsi, li sostenga, le imprese danno per scontato che le banche li supportino, che credano in un business in cui loro sono i primi a non scommettere.

Ma poi, quando si tratta di pagare le tasse, quando si tratta di essere trasparenti, quando si dovrebbe credere in quello stesso Stato che ti dovrebbe sorreggere, siamo i primi a fregarlo, se possibile.

Quando un imprenditore vede la propria azienda funzionare, dare utili, la prima cosa è cercare il modo di renderli meno visibili e mascherarli.

Attenzione, in tutti questi discorsi, fortunatamente, esistono tante persone serie e tanti imprenditori onesti ed è chiaro che non è volontà di chi scrive gettare fango o seppellire le tante positività di una società che ha nelle corde una ricchezza ai più sconosciuta.

Forse è proprio per questo, perchè ho conosciuto e frequentato e toccato con mano la forza, la potenza e la ricchezza interiore di molte persone e molti imprenditori che sento ancora di più il senso di disagio del momento che viviamo.

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.
(Dante Alighieri)

 
 
L'ERRORE PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 22 Ottobre 2020 09:55
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In spagnolo aspettare si dice “esperar” , perché in fondo aspettare è anche sperare.
(Anonimo)

Ho sentito che ieri i casi di Covid 19 sono stati più di 15.000 nel nostro paese e non penso vedremo numeri migliori nel futuro prossimo.

Ormai i dati dell’aggiornamento del pomeriggio di ogni giorno è diventato un appuntamento che ognuno vorrebbe evitare, quasi a rifuggere giorni già vissuti, in passato piuttosto recente.

E sempre di più si riscontra il grande dilemma: dare priorità all’ambito sanitario, con il crescere delle vittime e delle terapie intensive negli ospedali sempre più in difficoltà o tener presente l’aspetto di un’economia che si è appena rialzata a fatica, con diversi settori comunque ben lontani dai livelli di fatturato degli anni scorsi.

Ferme restando le decisioni e le scelte operative che sono in capo al Governo e agli esperti scientifici, sono del parere di cercare soluzioni che tutelino il più possibile la salute, in primis delle persone più deboli, pur cercando con tutti i mezzi possibili di ritardare il ricorso alla chiusura graduale, fino alla chiusura totale del paese, così come del resto avvenuto in primavera.

C’è chi dice (direi a ragione) che l’estate è trascorsa con troppa leggerezza ed allegria, quasi a volerci dimenticare tutti dell’esistenza di un virus e quasi ad esorcizzare mesi di clausura forzata, ma non penso che fustigarci o darci addosso possa risolvere una situazione; del resto siamo fatti così, forti sul momento, ma capaci di dimenticare in fretta e diciamocelo, siamo un pò tutti carichi di sano egoismo.

I nostri genitori, i nostri nonni hanno vissuto la guerra; in quel caso il nemico era ben visibile, rumoroso, decisamente distruttivo ed hanno avuto l’infanzia, l’adolescenza annullata dalle bombe, dagli aerei sopra la loro testa, dalla cattiveria delle persone.

Noi , i nostri figli, ci troviamo a lottare con un nemico subdolo, invisibile, silenzioso, ma ugualmente distruttivo e che sta modificando e modificherà la vita, l’organizzazione giornaliera, l’educazione ed ovviamente anche la struttura economica non soltanto del nostro paese, bensì del mondo intero.

La nostra economia , le nostre imprese, a maggior ragione quelle di alcuni settori vitali, vedi turismo, viaggi, eventi, non potranno che uscire da tutto questo tramortite, stordite e necessiterà una grande energia ed un gran senso di sopravvivenza per ripartire.

Non si potrà (e non si dovrà) pensare che tutto sia come prima, che si potrà fare impresa con le stesse modalità, gli stessi ritmi, la medesima strategia; sarebbe un errore imperdonabile e forse l’ultimo concessoci.

 

Ricorda. L’unico sbaglio che tu possa fare è non fare qualcosa per paura di sbagliare.
(Elbert Hubbard)

 
 
ENERGIA PDF Stampa E-mail
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Giovedì 08 Ottobre 2020 05:29
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Non è abbastanza fare dei passi che un giorno ci condurranno alla meta, ogni passo deve essere lui stesso uno meta, nello stesso momento in cui ci porta avanti.
(Goethe)

Oggi, mentre ero in macchina, ho ascoltato un’intervista al nostro Ministro dell’Economia che, con tono tranquillo, annunciava che dovremmo chiudere l’anno 2020 meglio del previsto, con un calo del Pil intorno al 9%.

Ora, capisco tutto, capisco il Covid, capisco che è arrivata tra capo e collo una mazzata che nessuno poteva aspettarsi, ma ritengo che forse il messaggio poteva essere dato in modo diverso e se è vero che il 2021 è visto con un Pil al + 6% (la qual cosa solo a sentirla mi sembra irraggiungibile), il delta resta comunque negativo!

E’ altrettanto vero che, chi governa, necessariamente non può darsi la zappa sui piedi da solo, ma obiettivamente le storie vanno sempre raccontate tutte, fino alla fine.

E allora da una parte non occorre fare i disfattisti, ma dall’altra dobbiamo tenere la testa fuori dalla sabbia e guardare intorno a noi; il panorama che abbiamo davanti (anno 2021 almeno), se non si mettono in campo le giuste strategie, sconterà non poche difficoltà, in primis nelle nostre imprese e di conseguenza ,a pioggia, su ognuno di noi.

Le imprese, già le imprese; abituate fin da sempre (e qui ovviamente bisogna ammettere le dovute eccezioni) a scommettere poco in proprio, ad aspettare aiuti, fondi dallo Stato, dalle banche.

Imprese che non hanno mai scommesso (ma la responsabilità in questo caso non è solo la loro) in formazione ed in crescita strategica e chissà quanto, invece, in questo momento le nostre aziende avrebbero avuto bisogno di un salto di qualità, di un cambiamento vero.

Non dimentichiamoci che (salvo nuove disposizioni) a gennaio prossimo termineranno sia i benefici sulle moratorie, che i divieti di licenziamento dei dipendenti e che, come ovvio, l’appesantimento economico- finanziario, e sociale sarà preoccupante.

Ma se non occorre fare i disfattisti, allora, mettiamo in campo queste benedette energie; visto che i soldi del Mes non li vogliamo (sarò cieco io ma non vedevo il problema ad accettarli) con i fondi del Recovery Funds mi auguro che (accanto alle riforme fiscali fondamentali), vengano stanziate somme per gli investimenti pubblici, ma che vengano anche incentivate le imprese ad investire, con sgravi fiscali e contributivi e poi il mio sogno nel cassetto (probabilmente mai realizzato) , vale a dire un intervento per finanziare i singoli imprenditori, imprese individuali o società, ivi comprese quelle di dimensione micro, allo scopo di capitalizzare le aziende, per lo più oggi impoverite nei numeri, non in grado di reggere all’urto che le attende.

Proviamo, una volta per tutte, a dimostrare che la forza dell’Italia degli anni 70/80 non era solo frutto di un’economia gonfiata, bensì che le capacità dei singoli ora sono soltanto sopite in un torpore dal quale tutti vogliamo risvegliarci.

 

Il mondo appartiene a quelli che hanno la maggiore energia.
(Visconte Alexis de Tocqueville)

Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Ottobre 2020 05:40
 
   
IL CORAGGIO DEL FUTURO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 29 Settembre 2020 12:55
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Se vuoi cambiare il tuo destino, cambia il tuo atteggiamento.
(Amy Tan)

Ogni momento della vita è importante ed ogni periodo ha rappresentato qualcosa di importante per qualcuno.

Ogni anno che abbiamo vissuto ha avuto le sue peculiarità, i suoi lati negativi, i suoi momenti belli o brutti, ma mai come adesso, in questi momenti, in questo 2020, sembra esserci un destino, un percorso incerto, come una barca in mezzo al mare che è alla ricerca del giusto alito di vento per posizionare la vela e ripartire.

Già, ripartire, ma come, per dove, in quale modalità, con quale obiettivo; mai come adesso, guardandomi in giro, nelle varie sfacettature di questo paese Italia, così bello, così accattivante per mille aspetti, ma così debole e fragile per molti altri, noto incertezza, mancanza di scelte, timori e paure nemici del desiderio di cambiamento.

Leggo che oggi è prevista l’Assemblea pubblica di Confindustria, il titolo dell’incontro è rindondante : Il coraggio del futuro per ridisegnare l’Italia”.

Ci saranno esponenti del Governo, ivi compreso Giuseppe Conte e si parlerà dell’occasione rappresentata dai Recovery Founds, di come sarà fondamentale prendere una volta per tutte in mano i diversi problemi, a partire dalla burocrazia eccessiva, dagli investimenti fermi, da un fisco che necessità di riforme da tempi atavici, dall’attenzione alla green economy.

Tutto bello e tutto interessante e non resta che fare come il pescatore, in riva al fiume che, gettato l’amo, attende il pesce che abbocca; ecco, l’attesa, quella che spesso ha tratto in inganno molti, quella in cui ci si adagia nella speranza che qualcosa accada o piova dal cielo miracolosamente.

Sono sempre più convinto che è finito il tempo dell’attesa ed è giunto invece il tempo del fare e dell’agire; non dimentichiamo che questo nostro paese è in crisi da più di dieci anni, che la crescita del nostro Pil è quasi ferma da tanto e che se vogliamo tutti sperare in una ripartenza (Covid permettendo) ognuno dovrà metterci del suo e quindi che la formazione ai nostri giovani cresca, che i nostri imprenditori siano in grado di comprendere che da soli non possono più andare avanti e che bisogna lavorare in rete, che i commercialisti facciano crescere una cultura imprenditoriale, che le banche siano in grado di valutare le posizioni sulla base non solo di numeri o dati storici, ma anche sulle progettualità serie delle imprese o delle persone che meritano fiducia.

Diversamente sarà come continuare a sperare, spesso inutilmente, che il pesce abbocchi.

 

Molte persone vanno a pescare tutta la loro vita senza sapere che non è il pesce quello che stanno cercando.
(Henry David Thoreau)

Ultimo aggiornamento Martedì 29 Settembre 2020 12:59
 
 
IL SEME PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 17 Settembre 2020 08:59
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Continua a piantare i tuoi semi, perché non saprai mai quali cresceranno – forse lo faranno tutti.
(Albert Einstein)

Spesso mi soffermo, avendo vissuto per diversi anni l’ambito delle nostre imprese, su cosa in questo momento particolare (ma direi da sempre) hanno bisogno per uscire da un certo grigiore che le attanaglia o comunque per compiere quel salto di qualità che permetterebbe loro di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Dico subito che la risposta non può essere per tutti uguale, in quanto diversissime possono essere le situazioni, i punti di partenza e quelli di arrivo, ma leggo comunque sempre una sorta di filo conduttore che lega ogni particolare caso e vale a dire che “da soli non si va da nessuna parte”.

Personalmente sono sempre stato fautore del lavoro di squadra; un grande imprenditore, che ho incontrato nella mia storia professionale e con il quale ho avuto l’onore di collaborare fianco a fianco, mi ha sempre dimostrato, con i fatti, l’importanza della delega, del lavoro in pool e di quanto sia poco reale la figura dell’uomo solo al comando.

Gli imprenditori, soprattutto quelli di piccole realtà, non solo per natura fanno una grossa fatica a delegare, ma spesso credono in buona fede di conoscere a menadito ogni realtà, ogni pregio o difetto della propria azienda, compiendo in questo un errore macroscopico.

Nulla di più attuale, secondo me, oggi la necessità di una “forza di affiancamento”all’impresa, costituita da ogni professionista, ciascuno per il suo campo, che porti valore aggiunto, sia in fase di analisi consuntiva, sia nella costruzione progettuale di un futuro percorso.

Da diverso tempo ho in animo l’idea di costituire con chi possa essere interessato,un’associazione di promozione sociale che , partendo dalle esigenza di un’azienda, affiancando i titolari e il personale interno, eserciti un’azione di vero e proprio tutoraggio formativo, volto sia alla formazione dei diversi interpreti rafforzando le competenze nei diversi aspetti (pianificazione finanziaria, marketing, organizzazione, ecc.), con un percorso studiato sulle necessità di ogni singola realtà, sia con un’attività di tutoraggio che preveda l’affiancamento di un esperto all’impresa per la gestione degli ambiti manageriali individuati inizialmente.

Lavorare in rete non può che risolvere i diversi punti, spesso non visibili, che frenano attività che diversamente potrebbero avere grandi opportunità.

Come sempre concludo con una frase “rubata”, che ci possa accompagnare nel ragionamento.

 

Non penso che una squadra debba dipendere da una persona, non è un buon modo per costruire le vittorie.

Wesley Sneijder

 

 

 

 
   
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