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CONSULENZA FINANZIARIA
L'inferno dantesco PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 24 Febbraio 2016 13:36
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Siamo prigionieri delle banche dati.

Premessa doverosa: come ho già avuto modo di dire, sono un fautore, per principio, del merito creditizio e dell'attenzione al credto ed al rischio conseguente.

Fatta questa doverosa premessa, ho avuto oggi però la conferma che una cosa è la guardia alta rispetto ai rischi del credito (anche in considerazione del recente passato e dei fatti a cui nostro malgrado abbiamo dovuto assistere), un'altra cosa è l'essere assolutamente vittime di un meccanismo nel quale il sistema dei controlli genera blocchi invalicabili.

Un' azienda aveva avuto un ritardo nel pagamento di una carta di credito, che gli era stata revocata, ma immediatamente saldata.

Questo fatto ha generato non solo la revoca della carta, ma anche la revoca Cai.....attenzione parliamo di un importo di 700 euro.

A distanza di quasi due anni, ovviamente ancora non solo l'annotazione in Crif è presente, ma rende di fatto impossibile l'apertura di un normale rapporto di banca.

Ciò che ne deriva è una situazione di oggettivo danno per chi, in ogni caso, pur avendo commesso un errore, si trova a dover assistere impotente ad un film con il finale già scritto che potrebbe concludersi, parafrasandio Dante, in un'unica frase...."Lasciate ogni speranza voi che entrate".

 
 
IL SOGNO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 17 Febbraio 2016 07:03
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A volte, in questo lavoro, succede di sentirsi un po’ come Don Chisciotte……; a volte comprendi come il linguaggio che tu parli sia a tratti inascoltato o comunque volutamente schivato, forse perché scomodo, forse perché più complicato da raggiungere.

La domanda che spesso mi faccio e faccio ad imprenditori, banche, commercialisti è:

-          Se siamo arrivati a questo punto di stallo (parafrasando un termini scacchistico) , senza farci domande sul perché, sui colpevoli, sui motivi (la qual cosa oggi ha poco senso purtroppo) qual è secondo voi la via di uscita?

Devo dire che spesso noto sguardi persi nel vuoto, quasi alla ricerca di un’immagine risolutiva, senza costrutto.

A volte le soluzioni sono più semplici di quello che pensiamo, occorre soltanto snebbiare i nostri  occhi e soprattutto aggiungo le nostre menti, da preconcetti o ancora meglio da “modi di essere e di pensare” del passato, un passato non dimentichiamoci che, pur con i diversi aspetti positivi, ci ha poi portati fino a qui e fino a questa scomoda situazione di crisi, mai effettivamente superata e risolta.

Il sogno è poca cosa se rimane tale, pur nella meraviglia di un’immagine o di un percorso; la cosa più bella è farlo poi realizzare …. basterebbe  poco ………………. e tanta volontà.

 
 
IL FILM PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 05 Febbraio 2016 16:38
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Mi trovo decisamente in linea con questo articolo che ho recuperato nel web di qualche mese fa. Concordo pienamente sulla necessità di un nuovo percorso (tra l'altro già evidenziato nei miei precedenti articoli) tra impresa e banca che innesti una diversa modalità di dialogo tra due controparti che non sanno ed aggiungerei non possono più dialogare. Il salto va fatto in due ed ognuna delle parti deve capire che il mondo nel quale era abituata a muoversi è completamente diverso, non solo , è decisamente più complesso. Aggiungerei ai due attori il terzo incomodo dei Confidi...anche essi necessitano di una totale a mio avviso rivisitazione del ruolo fino ad oggi occupato. Nella sostanza, mi piace sempre fare un esempio calzante....il film fino ad oggi girato ha avuto la parola "fine". Oggi è ora di girarne uno nuovo, con un altro titolo, un'altra trama e speriamo.....CON UN ALTRO FINALE!!!

 

"E’ inutile prendersela con le banche o con i sistemi di rating.
Il rapporto tra imprese e mondo del credito sta subendo un’evoluzione darwiniana e solo comprendendola appieno è possibile trarne beneficio.
Questo l’avvertimento lanciato da Andrea Ferretti, docente di Gestione delle Imprese Familiari presso l’Università di Verona e docente presso la Scuola di Formazione del Banco Popolare, nella due giorni di seminario iniziato ieri e che si concluderà nel tardo pomeriggio di oggi, mercoledì 17 giugno, presso il Polo Tecnologico di Rovereto.
Una quarantina i partecipanti, in gran parte imprenditori e titolari di piccole-medie aziende, che hanno colto l’iniziativa organizzata da Trentino Sviluppo in collaborazione con Banco Popolare come momento prezioso per comprendere, grazie ad un taglio molto pratico, come relazionarsi in modo proficuo con le banche.

«Negli anni Novanta, prima degli Accordi di Basilea – ha ricordato Andrea Ferretti – il rapporto tra banca e impresa era imperniato sul cosiddetto «credito di vicinanza». In questo modello i bilanci ed i conti delle aziende entrano ovviamente nell’analisi del merito creditizio, ma molto dipende dalla conoscenza diretta del cliente, dalla sua reputazione, dai rumor di piazza».
Poi è arrivato il crack di Lehman Brothers e i successivi salvataggi bancari e sotto la spinta della vigilanza gli istituti di credito sono passati ad un modello di erogazione del credito più oggettivo, frutto di sofisticati sistemi di rating. Il passaggio dal «rapporto fiduciario» e dalla conoscenza personale agli algoritmi del rating è stato tutt’altro che indolore.
«Il rating – spiega Ferretti – è «addestrato» ad osservare con attenzione alcune poste che si prestano più di altre a valorizzazioni soggettive e ad eventuali manipolazioni. Ad esempio si «innervosisce» in presenza di un forte incremento nel bilancio delle aziende delle immobilizzazioni immateriali, quali marchi, brevetti, investimenti in sviluppo e ricerca. Peccato che in molti casi siano proprio questi ultimi a sostenere le nostre aziende durante la crisi e a ridurre quel drammatico gap esistente rispetto ai competitor esteri.»
In questo caso sarà il gestore della relazione che, grazie alla sua conoscenza dell’azienda e dell’imprenditore, interverrà modificando il rating espresso dalla «macchina».

Meno credito, meno progetti di sviluppo, meno innovazione, meno competitività.
Questo il circolo vizioso nel quale sono rimaste impantanate, come nelle sabbie mobili, molte aziende italiane.
Come uscirne, allora? «Le imprese maggiori saranno chiamate progressivamente – ha ribadito Ferretti – a fornire alle banche flussi di informazioni e dati previsionali più continuativi, più attendibili e di migliore qualità. Ciò deriva dal fatto che la Banca Centrale Europea vuole che i modelli di rating attualmente utilizzati dalle banche accentuino progressivamente la loro capacità di «guardare avanti», tenendo conto, ad esempio, dei flussi di cassa previsionali generati dalle aziende».
«D’altra parte grazie a questa informativa più completa – osserva ancora Ferretti – la banca migliorerà la conoscenza dell’azienda e non solo non sarà più costretta ad effettuare tagli lineari sulle previsioni aziendali, ma potrà anche ridurre, eventualmente, il peso delle garanzie da acquisire.»
Il futuro del rapporto tra banca e impresa sta quindi nella coesistenza tra modelli di valutazione che passano da visioni aggregate ad analisi più dettagliate su prodotti, concorrenza e mercati di sbocco della singola impresa, ed un rapporto di conoscenza molto più solido e continuativo rispetto al passato, senza il quale i sistemi di rating fine a se stessi sarebbero come un airbag che si attiva senza cinture di sicurezza, dunque estremamente pericoloso."

 
   
UN IMPORTANTE PASSO AVANTI PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 23 Gennaio 2016 17:49
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Dove non arrivano le risorse pubbliche, adesso ci pensano i cittadini. Che aprono il portafoglio per finanziare il restauro di monumenti trascurati o aiutare il lancio di progetti innovativi nella città in cui vivono o di cui sono innamorati. Si chiama crowdfunding civico ed è l’ultima frontiera di quell’usanza molto americana di lanciare raccolte fondi online, chiedendo un contributo a tutti gli utenti della Rete, per sponsorizzare un’idea nuova.

 

In Italia qualche caso c’è già stato. Attraverso la piattaforma DeRev, è stato raccolto più di un milione di euro per la ricostruzione della Città della Scienza di Napoli, andata a fuoco la notte del 4 marzo del 2013. Si aggiungeranno alle risorse statali già stanziate per questa destinazione. A Bologna il crowdfunding civico per i lavori al portico di San Luca, un gioiello del Seicento, nel santuario della Beata Vergine, ha fruttato 340mila euro.

Il caso più recente è quello del Comune di Milano, dove, però, la formula è diversa. Sono stati i cittadini stessi a proporre i progetti da finanziare. Per quelli giudicati più meritevoli si aprirà, a marzo, la raccolta fondi. «Pensiamo a progetti per rimuovere le barriere architettoniche, ridurre il digital divide, a servizi per favorire la conciliazione vita-lavoro o a nuove imprese sociali», spiega Cristina Tajani, l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Milano.

 

 

Chi riesce a mettere assieme, attraverso le donazioni, almeno la metà del budget, sarà aiutato, per il restante 50 per cento, dallo stesso ente pubblico, che ha messo sul piatto 400mila euro di risorse. «È un modo per far valutare i progetti agli stessi cittadini e dimostrare ad associazioni e piccole medie imprese che esiste una modalità di finanziamento diversa dal credito ordinario», prosegue l’assessore.

Ma c’è di più. «Il crowdfunding civico va molto al di là del semplice e scontato “sfruttamento” di denaro dei privati. E’ un’occasione per creare una cittadinanza viva e pronta ad attivarsi per il bene del territorio». Lo racconta Agnese Agrizzi, ideatrice del crowdfunding di Bologna. Qui, i lavori previsti al Portico sono già stati eseguiti. E oggi sotto le arcate si tengono visite guidate e conferenze. San Luca è diventato meta di biciclettate e tour a piedi.

 

 

Anche i numeri confermano che il terreno è potenzialmente fertile: una ricerca dell’Università Cattolica di Milano, in collaborazione con Tim, parla di oltre 56 milioni di euro investiti dagli italiani in campagne di crowdfunding. La rivoluzione, insomma, è già iniziata. Tanto che anche i comuni più piccoli e persino le parrocchie hanno cominciato a lanciare le loro iniziative.

Le piattaforme a cui appoggiarsi attive nel nostro Paese sono 62. I modelli da seguire, invece, si trovano per lo più, all’estero. Per dire: sono stati finanziati grazie alle donazioni dei cittadini la piscina pubblica galleggiante sulle acque dell’East River, a New York, che dovrebbe vedere la luce nel 2017 e il Luchtsingel, il ponte pedonale che collega il centro finanziario di Rotterdam con una delle principali stazioni ferroviarie della città.

 
 
UN BANDO INTERESSANTE PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 23 Gennaio 2016 17:45
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CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO AUTOTRASPORTO CONTO TERZI FINO A 13.000 EURO CAMION E SEMI RIMORCHI
Beneficiari:
Sono beneficiari del bando le imprese di autotrasporto di merci, di qualsiasi dimensione, attive sul territorio italiano, in regola con i requisiti di Iscrizione al Registro elettronico nazionale e all'Albo degli autotrasportatori di cose per conto di terzi.
Scadenza:
Domande presentabili fino al 31 MARZO 2016.
Categoria:
Err. Categoria non Associata,Artigianato,Commercio,Industria,Turismo
Stato di Occupazione:
Tutti
Misura del Contributo:
Contributi per acquisto rimorchio fino a € 6.000 e contributi per acquisto camion da 9.000 fino a 13.000 euro
Interventi ammessi:
Sono spese ammissibili : a) acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli, nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto di merci in conto di terzi di massa massima complessiva a pieno carico da 3,5 a 7 tonnellate, a trazione alternativa a gas naturale o biometano; b) acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli, nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto di merci in conto di terzi di massa massima complessiva a pieno carico pari o superiore a 16 tonnellate, a trazione alternativa a gas naturale o biometano; c) acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di semirimorchi, nuovi di fabbrica, per il trasporto combinato ferroviario rispondenti alla normativa UIC 596-5 e per il trasporto combinato marittimo dotati di ganci nave rispondenti alla normativa IMO e che siano tali da innalzare il livello di tutela ambientale.

 

 

 
   
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