image1

CONSULENZA FINANZIARIA
Il nuovo cresce......... PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 13 Luglio 2016 06:08
Share
Lunedì 11 luglio 2016
i

Fondo di Garanzia di startup e incubatori: in aumento le start-up beneficiarie

a cura di: AteneoWeb S.r.l.

A beneficio di startup innovative e incubatori certificati è previsto l'accesso semplificato, gratuito e diretto all'intervento del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese (FGPMI), fondo governativo che facilita l'accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari
La garanzia copre l'80% del credito erogato dalla banca alla startup, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro, ed è concessa sulla base di criteri di accesso estremamente semplificati, con un'istruttoria che beneficia di un canale prioritario

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato l'8° rapporto bimestrale sull'accesso al Fondo di Garanzia di startup e incubatori, dal quale si evidenzia che, al 30 giugno 2016, sono 1.065 le startup innovative destinatarie di finanziamenti bancari facilitati dall'intervento del Fondo di Garanzia per le PMI, per un totale di 417.990.236 € (di cui l'importo garantito è pari a 327.017.034 €), con una media di 252.868 € a prestito, per un totale di 1.653 operazioni (alcune startup hanno ricevuto più di un prestito).

Il MISE sottolinea quanto, rispetto alle rilevazioni del 30 aprile 2016, si sia registrato un notevole incremento in termini di startup beneficiarie dello strumento (+128), di totale cumulativo erogato (+55,81 milioni €), di importo garantito (+44,03 milioni €) e di operazioni totali effettuate (+226). Piuttosto stabile l'entità del prestito medio (-938€). La durata media dei prestiti scende a 54,2 mesi rispetto ai 54,5 mesi registrata nella rilevazione precedente.

 
 
LA COSTANZA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 19 Giugno 2016 19:51
Share

Già in altre occasioni ho avuto modo di esternare un concetto riferito al mondo dei confidi.

La funzione del Consorzio non può più soltanto essere quella finalizzata alla sola garanzia, certamente importante per l'azienda e per la banca che la riceve, ma ormai non più allineata agli attuali schemi della finanza e del mercato finanziario.

In un mercato in cui le aziende migliori possono tranquillamente per fare un esempio smobilizzare il proprio credito a tassi prossimi allo zero, la situazione assurda che si viene a creare è il maggior costo del confidi, rispetto al beneficio (quale?) che l'azienda in questione potrebbe ricevere.

Sempre di più, negli ultimi anni, le aziende stanno giustamente facendo maggiore attenzione ai costi finanziari ed il costo della garanzia rischia di diventare un costo senza un ritorno di benefici, se non si è in grado di portare fieno in cascina all'azienda.

In sostanza è a mio parere obbligata una strada diversa per il confidi che deve portare valore aggiunto, ad esempio in termini di consulenza, alle aziende socie.

Occorre trovare, insieme alle banche, un linguaggio comune di analisi e valutazione dell'azienda ed innestare un percorso parallelo di crescita dell'azienda e dei suoi uomini guida. Un percorso di formazione diretto agli imprenditori ed ai suoi collaboratori, un diverso percorso di crescita dei consulenti dei Confidi, che si integrino nelle problematiche delle aziende, supportandole nella crescita e nel controllo.

Stabilire, quindi, un format di trasparenza con cui l'azienda, in sinergia con il proprio commercialista ed il consulente del Confidi, da trasmettere alla banca periodicamente al fine di permettere la verifica del percorso che sta compiendo, al fine di ottenere, qualora il percorso sia virtuoso, condizione migliorative e costi inferiori.

Coraggio...si può uscire da un tunnel se si vuole farlo...........

“Uno sforzo continuo - non la forza o l'intelligenza - è la chiave che sprigiona il nostropotenziale.”
SIR WINSTON CHURCHILL

Ultimo aggiornamento Domenica 19 Giugno 2016 20:09
 
 
LO STALLO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 03 Giugno 2016 14:12
Share

Sembra quasi di assistere ad una partita di scacchi, là dove ad un certo punto i due giocatori non riescono più a muovere, perché le mosse sono terminate.

I due giocatori in questione sono le aziende e le banche.

Le prime, in gran parte ferme al palo, prigioniere di strategie ormai non più attuabili, di vecchi modi di ragionare, senza aver saputo anticipare le problematiche che poi, con gli anni si sono logorate ed aggravate, tanto da non riuscire spesso a trovare soluzioni adeguate.

Le seconde, che devono fare i conti in gran parte, con il loro passato , con le pesanti posizioni a sofferenza che hanno dovuto assorbire, un pò per superficialità adottata nelle "facili" erogazioni, un pò per responsabilità ancora più grandi e complesse.

Entrambi però devono oggi fare i conti con una scelta di campo, un bivio in cui devono loro malgrado buttarsi, destra o sinistra; necessita prendere una strada netta se vogliono uscire dal pantano in cui sono cadute.

Le banche hanno il difficile compito di trovare quella professionalità che ancora oggi latita, le imprese devono fare un salto di qualità nell'organizzazione interna, nei controlli e, si badi bene, non intendo per questo aspetto riferirmi solo all'attenzione ai costi, oggi fin troppo maniacale ed a volte fuori luogo, se fine  a se stessa.

Le ricette ci sono, aiutiamoci tutti insieme a percorrerle ed a cercarle.

Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Giugno 2016 14:48
 
   
Il libro e l'ombrello PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 30 Aprile 2016 06:56
Share

E' un libro già scritto, solo che molti non riescono ancora a leggerlo, o lo leggono al contrario, partendo dal fondo.......

Il mondo delle imprese, ormai da qualche anno, ha imboccato una strada, un percorso a mio parere senza ritorno.

Premesso che ciò che è stato fino all'anno 2000 non tornerà più (per fortuna o per sfortuna, lascio la libera scelta), sempre di più negli ultimi anni ho assistito in modo costante ad un allargamento della forbice tra imprese che hanno saputo far pesare dalla loro parte la bilancia, aziende che hanno saputo cogliere l'occasione della crisi ed aziende che si sono continuamente avvitate su se stesse, titolari di società timorosi di prendere decisioni, consulenti a loro volta sbandati e non consapevoli del cambiamento irriversibile cui tutti stavamo assistendo.

Il mondo delle banche non è molto diverso; in questi ultimi anni abbiamo assistito alla caduta degli dei, pezzi persi per strada, istituti tenuti su con la stampella, operazioni di alta ingegneria finanziaria, ovviamente in senso ironico.

La modalità di "salvataggio" di alcune banche è stata a dir poco veramente poco condivisibile nelle modalità e nel tipo di scelte prese.

Ed il mondo delle banche oggi, sempre più, segue e si adegua all'onda del sistema imprenditoriale...la fatidica frase (che ricordo ormai quasi da ragazzino alle prime armi professionali) ...."le banche danno i soldi solo a chi già ce l'ha" oppure..." una banca è un posto dove ti prestano un ombrello quando c'è bel tempo" è sempre più presente oggi , più di ieri.

Non si può pensare di cambiare il percorso di un fiume, non si può essere più fermi a logiche che ormai appartengono al passato; in parte sarà anche triste come finale di un libro, ma la moria di aziende degli ultimi sei - sette anni non deve passare inosservata e soprattutto deve dare un segnale a chi oggi, con le unghie e con i denti, ha cercato di rimanere appeso alla rete.

Una possibilità ancora è viva...ma occorre che imprenditore, responsabile interno d'azienda, commercialista e consulente aziendale esterno abbiano la capacità di fare finalmente squadra, lasciando da parte invidie o gelosie professionali e chissà che un giorno l'ombrello non venga dato anche quando piove.............................

 
 
LA VELA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 20 Aprile 2016 05:40
Share

Il mondo delle imprese rappresenta l'Italia in cui viviamo.

Un paese pieno di paure, di direzioni ambivalenti, di scelte incompiute.

Il mondo dei consulenti ricalca questa fotografia; incertezze, gelosie, paure...cammini incompiuti.

Cercare di muoversi sopra un tappeto volante che un giorno sale, l'altro ti riporta giù, un giorno corre, l'altro rallenta, non è assolutamente facile e spesso ci si deve arrampicare per restare appesi senza cadere.

Nel lavoro che faccio sento spesso la mancanza dell'interlocutore, sembra quasi di essere dalla parte opposta, pur dovendo raggiungere un cammino comune, eppure pochi se ne accorgono.

Sembra quasi esserci una spinta contraria rispetto alla vela che, spiegata nella direzione voluta, tende a frenare, se non a cambiare direzione.

La figura del consulente aziendale esterno è spesso vista  come questa spinta contraria, come il bastone che impedisce alle ruote di continuare a camminare come fino ad oggi hanno fatto, magari in modo non corretto, ma che comunque hanno permesso di arrivare fino a lì e allora?..perchè cambiare, perchè "affidarsi e fidarsi" di altre figure?

Spero che lo spirito di squadra un giorno passi, che si comprenda l'importanza di mettere in campo i diversi talenti a disposizione e che, soprattutto, entri nei criteri di scelta di un percorso non soltanto il costo di una persona, di un lavoro, di un servizio o consulenza, ma altresì quello che viene proposto come valore aggiunto...ma forse è chiedere troppo...............

 

 
   
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Succ. > Fine >>

Pagina 4 di 9

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive plugin by www.channeldigital.co.uk