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CONSULENZA FINANZIARIA
Le opportunità PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 08 Gennaio 2017 20:41
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Da molto tempo non pubblicavo niente sul mio sito, ma pochi giorni fà ho avuto modo di leggevo un articolo sul Sole 24 ore  in cui veniva rimarcata la fase fondamentale che potrebbero cogliere le nostre imprese nell’attuale momento dell' anno che è appena iniziato.

Si fa riferimento al momento del  mercato finanziario ed al livello attuale dei tassi, ai minimi di sempre, ma anche al potenziale “rischio” di aumento degli stessi e di conseguenza alla durata non eterna dell'occasione propizia.

Nell’articolo si sostiene giustamente l’opportunità che hanno le nostre imprese di attuare un investimento operativo e strumentale nel momento più giusto, ma soprattutto si sostiene il rischio, in caso contrario di un immobilismo che equivarrebbe un po' ad un treno perso, ad un’opportunità non colta.

Il coraggio spesso non è nel bagaglio dei nostri imprenditori, sovente prigionieri di timori e paure che li frenano; nel mio lavoro spesso i titolari di azienda preferiscono, di fronte ad una necessità di investimento per l’azienda, rinviare a data da destinarsi l’argomento, convinti che i tempi un giorno, chissà quando, cambieranno in meglio.

Concordo con l’articolo in questione e sono convinto che oggi ancor più di ieri stare fermi, ad aspettare la fine di un tunnel che non sappiamo nemmeno che lunghezza abbia, sia decisamente perdente e poco lungimirante.

Certo, un dubbio che personalmente mi attanaglia è legato alla volontà che gli istituti di credito possono mettere in campo per supportare l'eventuale ipotesi di investimento delle aziende che vorranno "cogliere l'attimo, ma questa è un'altra storia, non meno irta di spine, rovi e salite.

La speranza, che comunque non dobbiamo mai perdere o abbandonare, è che il vento del coraggio soffi forte sulle nostre imprese, sul sistema bancario in genere e su chi è al timone…..diversamente ho la sensazione che la nave non spieghi mai le vele e rischi di affondare.

Ultimo aggiornamento Domenica 08 Gennaio 2017 20:54
 
 
....DEL TERREMOTO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 02 Novembre 2016 09:39
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Quando si pensa al terremoto, giustamente si pensa per prima cosa alle vite umane.

Poi si ragiona sui danni alle case, al patrimonio artistico.

Non da meno sono gli effetti più " a lungo impatto" come io li definirei.

Quelli cioè legati all'economia dei posti colpiti, delle tante piccole imprese che vengono messe in ginocchio; se pensiamo al comparto agro - alimentare, tantissime imprese hanno subito ( e purtroppo subiranno) danni ad oggi non calcolabili.

Quello che più crea interrogativi, aldilà dei danni materiali che ovviamente sono importantissimi, è il senso di precarietà che nasce in un evento di questa portata; è il sentirsi privati in un colpo solo di un futuro, di strategie valide fine a poco prima ed oggi rese assolutamente inapplicabili.

Ammiro e condivido la volontà delle persone colpite di "restare" , di non andarsene, aggrappate per amore alla propria terra ed ancor di più alla loro esistenza ed al loro futuro, seppur minato nelle certezze.

Sarà fondamentale per lo Stato, l'Europa tutta, mettere in campo non solo le energie finanziarie necessarie alla ricostruzione, ma anche fondi strutturali per la riqualficazione economica delle aree colpite, che fino ad oggi avevano  prodotto numeri per nulla trascurabili, soprattutto nel campo dei prodotti alimentari.

Sarà fondamentale permettere la continuazione di una tradizione che vede nei prodotti locali la propria forza.

Sarà ancor più importante permettere alle imprese di rialzarsi con fondi agevolati sia per la ricostruzione, che per l'innovazione.

Sarà , in un poche parole, fondamentale superare la precarietà a cui, senza volerlo, queste zone (e non solo) sono costrette.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Novembre 2016 09:58
 
 
Il nuovo cresce......... PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 13 Luglio 2016 06:08
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Lunedì 11 luglio 2016
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Fondo di Garanzia di startup e incubatori: in aumento le start-up beneficiarie

a cura di: AteneoWeb S.r.l.

A beneficio di startup innovative e incubatori certificati è previsto l'accesso semplificato, gratuito e diretto all'intervento del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese (FGPMI), fondo governativo che facilita l'accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari
La garanzia copre l'80% del credito erogato dalla banca alla startup, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro, ed è concessa sulla base di criteri di accesso estremamente semplificati, con un'istruttoria che beneficia di un canale prioritario

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato l'8° rapporto bimestrale sull'accesso al Fondo di Garanzia di startup e incubatori, dal quale si evidenzia che, al 30 giugno 2016, sono 1.065 le startup innovative destinatarie di finanziamenti bancari facilitati dall'intervento del Fondo di Garanzia per le PMI, per un totale di 417.990.236 € (di cui l'importo garantito è pari a 327.017.034 €), con una media di 252.868 € a prestito, per un totale di 1.653 operazioni (alcune startup hanno ricevuto più di un prestito).

Il MISE sottolinea quanto, rispetto alle rilevazioni del 30 aprile 2016, si sia registrato un notevole incremento in termini di startup beneficiarie dello strumento (+128), di totale cumulativo erogato (+55,81 milioni €), di importo garantito (+44,03 milioni €) e di operazioni totali effettuate (+226). Piuttosto stabile l'entità del prestito medio (-938€). La durata media dei prestiti scende a 54,2 mesi rispetto ai 54,5 mesi registrata nella rilevazione precedente.

 
   
LA COSTANZA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 19 Giugno 2016 19:51
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Già in altre occasioni ho avuto modo di esternare un concetto riferito al mondo dei confidi.

La funzione del Consorzio non può più soltanto essere quella finalizzata alla sola garanzia, certamente importante per l'azienda e per la banca che la riceve, ma ormai non più allineata agli attuali schemi della finanza e del mercato finanziario.

In un mercato in cui le aziende migliori possono tranquillamente per fare un esempio smobilizzare il proprio credito a tassi prossimi allo zero, la situazione assurda che si viene a creare è il maggior costo del confidi, rispetto al beneficio (quale?) che l'azienda in questione potrebbe ricevere.

Sempre di più, negli ultimi anni, le aziende stanno giustamente facendo maggiore attenzione ai costi finanziari ed il costo della garanzia rischia di diventare un costo senza un ritorno di benefici, se non si è in grado di portare fieno in cascina all'azienda.

In sostanza è a mio parere obbligata una strada diversa per il confidi che deve portare valore aggiunto, ad esempio in termini di consulenza, alle aziende socie.

Occorre trovare, insieme alle banche, un linguaggio comune di analisi e valutazione dell'azienda ed innestare un percorso parallelo di crescita dell'azienda e dei suoi uomini guida. Un percorso di formazione diretto agli imprenditori ed ai suoi collaboratori, un diverso percorso di crescita dei consulenti dei Confidi, che si integrino nelle problematiche delle aziende, supportandole nella crescita e nel controllo.

Stabilire, quindi, un format di trasparenza con cui l'azienda, in sinergia con il proprio commercialista ed il consulente del Confidi, da trasmettere alla banca periodicamente al fine di permettere la verifica del percorso che sta compiendo, al fine di ottenere, qualora il percorso sia virtuoso, condizione migliorative e costi inferiori.

Coraggio...si può uscire da un tunnel se si vuole farlo...........

“Uno sforzo continuo - non la forza o l'intelligenza - è la chiave che sprigiona il nostropotenziale.”
SIR WINSTON CHURCHILL

Ultimo aggiornamento Domenica 19 Giugno 2016 20:09
 
 
LO STALLO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 03 Giugno 2016 14:12
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Sembra quasi di assistere ad una partita di scacchi, là dove ad un certo punto i due giocatori non riescono più a muovere, perché le mosse sono terminate.

I due giocatori in questione sono le aziende e le banche.

Le prime, in gran parte ferme al palo, prigioniere di strategie ormai non più attuabili, di vecchi modi di ragionare, senza aver saputo anticipare le problematiche che poi, con gli anni si sono logorate ed aggravate, tanto da non riuscire spesso a trovare soluzioni adeguate.

Le seconde, che devono fare i conti in gran parte, con il loro passato , con le pesanti posizioni a sofferenza che hanno dovuto assorbire, un pò per superficialità adottata nelle "facili" erogazioni, un pò per responsabilità ancora più grandi e complesse.

Entrambi però devono oggi fare i conti con una scelta di campo, un bivio in cui devono loro malgrado buttarsi, destra o sinistra; necessita prendere una strada netta se vogliono uscire dal pantano in cui sono cadute.

Le banche hanno il difficile compito di trovare quella professionalità che ancora oggi latita, le imprese devono fare un salto di qualità nell'organizzazione interna, nei controlli e, si badi bene, non intendo per questo aspetto riferirmi solo all'attenzione ai costi, oggi fin troppo maniacale ed a volte fuori luogo, se fine  a se stessa.

Le ricette ci sono, aiutiamoci tutti insieme a percorrerle ed a cercarle.

Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Giugno 2016 14:48
 
   
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