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Pianificazione....che fatica! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 24 Gennaio 2015 09:31
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Pianificazione….che fatica!!

 George Smith Patton diceva : “Un buon piano messo in pratica subito è decisamente migliore di un piano perfetto che verrà avviato la prossima settimana”.Un giorno un commercialista, al quale avevo sottoposto un software di autovalutazione e pianificazione aziendale mi domandò, perplesso, il motivo della necessità di dover inserire molteplici informazioni ed io risposi che per ottenere un risultato vicino alla realtà erano importanti e fondamentali il maggior numero di dati …. il commercialista ritenne non adatto il software!. E qui voglio inserire un'altra frase, di William Blake,  che ritengo calzi a pennello : “Nessun uccello sale troppo in alto se non con le sue ali” Ho raccontato questo aneddoto per rimarcare come, per qualsiasi tipo di attività, occorra non dare nulla per scontato e lavorarci sodo, soprattutto quando parliamo di dover effettuare una pianificazione di un’azienda, un ambito organizzativo che a mio parere non ha logiche di necessità connesse alla dimensione di un’azienda. Le esigenze di conoscere o prevedere in modo anticipato quelle che potrebbero essere le necessità di un’impresa, riguarda sia la grande impresa che il piccolo artigiano, seppur con gli ovvi distingue e le le logiche differenze di modalità e somme interessate, ma in ogni caso,

La gestione e la pianificazione dei flussi finanziari sono da sempre centrali per una corretta gestione aziendale. In questi anni di crisi e forte instabilità, ancora di più, se vogliamo, la programmazione finanziaria diventa cruciale e strategica per poter affrontare crisi d’impresa.

Se ragioniamo attentamente ed entriamo un po’ nei tecnicismi:

  • un’azienda può avere un buon equilibrio economico, ma una difficoltà finanziaria dovuta a gestione disattenta della liquidità;
  • aziende in ripresa dopo la crisi hanno bisogno di investimenti che richiedono un continuo controllo dei flussi finanziari;
  • investimenti in immobilizzazione sono stati finanziati nel passato con momentanee eccedenze di liquidità, ma questo crea una tensione continua sul breve termine.

Quando si parla di programmazione finanziaria, essa può essere intesa rispetto a 3 “livelli”i:

  • strategico: medio lungo termine (3-5 anni)
  • operativo di budget: breve termine (1 anno)
  • tesoreria: brevissimo termine (fino a 3-4 mesi) 

La programmazione strategica  spesso coincide con un business plan che descrive e quantifica le scelte commerciali, gli investimenti, le fonti di finanziamento e la sostenibilità finanziaria , ivi compresa la convenienza del progetto.

La programmazione operativa  traduce il budget economico in un piano di flussi  per verificare che il cash flow è adeguato e sostenibile rispetto alle esigenze dell’azienda e alle posizioni bancarie.

La programmazione di tesoreria  Si pone l’obiettivo di prevedere la situazione di liquidità nel breve termine.

Chi opera in questi ambiti, che sia un dipendente interno all’azienda o sia un consulente esterno,  ha tra i principali compiti la realizzazione di piani finanziari a breve, medio o lungo termine. L’obiettivo principale della pianificazione finanziaria e` il raccogliere informazioni da utilizzare per migliorare la gestione aziendale . Tre diversi punti vorrei segnalare : 1)conoscere la situazione finanziaria in anticipo 2) rapporto con chi eroga il credito. 3) ottimizzazione del livello di analisi . Fino a qualche anno fa, l’eccesso di credito sul sistema, la voglia di investimenti oltre misura, hanno permesso a innumerevoli aziende di operare senza preoccuparsi di una pianificazione, a quel punto ritenuta superflua. Le cose sono cambiate e da alcuni anni, complice senza dubbio la crisi , si ha il compito di verificare se la struttura della societa` e` in grado di sostenere il business. Gli ultimi anni hanno portato, cambiamenti in ogni settore della gestione aziendale, ma l’area della gestione finanziaria aziendale invece, e` rimasta per troppo tempo ai margini di questi cambiamenti.

A parere di chi scrive tutto cio` che riguarda un’impresa e` basato su movimenti finanziari: finanziare un’idea imprenditoriale, gestirne i flussi di pagamento e di incasso, investire in ricerca e sviluppo. Proprio per questo semplice motivo, la tesoreria e la finanza aziendale avrebbe dovuto avere un ruolo importante nelle strategie aziendali, cosa che in passato non e` successo.  Ultimamente, quasi per necessità,  la gestione finanziaria  ha assunto il ruolo che probabilmente meritava da tempo. Di fatto la crisi ha colpito molti inaspettatamente, a volte per  una scarsa attenzione ai segnali di mercato. Una cosa e` sicura; la recessione ha messo l’accento sul fatto che le aziende hanno la necessita` di poter pianificare strategicamente quelli che dovranno essere i movimenti finanziari, soprattutto a medio e lungo termine. Solo in questo modo si potra` discutere con gli istituti di credito per adeguare quelle che sono le scelte aziendali a quelle bancarie limitando il piu` possibile le «sorprese». Moltissime aziende soprattutto quelle medie e piccole, non possiedono strumenti per pianificazione nemmeno per la pianificazione a brevissimo. Pianificare finanziariamente l’andamento aziendale richiede l’unione di diverse informazioni economiche e patrimoniali, ma anche una grande collaborazione con le varie aree dell’impresa; collaborazione che spesso non si riscontra in realta` medio piccole. Eppure solo con un’adeguata comunicazione interna si possono creare dati attendibili e soprattutto tutte le informazioni necessarie ad anticipare le esigenze e mettere la societa` in posizione strategicamente corretta. Il risultato finale che nasce dal mix di conoscenze aziendali, cicliche, da informazioni e gestioni dei flussi, determina una corretta pianificazione. Ho iniziato con una frase celebre e voglio concludere con un’altra a me cara “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo” Henry Ford.

 

 

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