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LA PROCEDURA DI ALLERTA NELLA LEGGE 155/2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 03 Gennaio 2019 10:43
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Nuovo anno, problemi vecchi.

Potremmo anche dire, parafrasando il titolo di un film “La grande scommessa”

Come noto, a seguito della crisi degli ultimi anni, si è inteso procedere ad una riforma della legge fallimentare con l’introduzione dell’obbligo , valevole per tutte le aziende “di dotarsi di un sistema di allerta interna” in grado di individuare squilibri di natura finanziaria, reddituale e patrimoniale indicativi della crisi d'impresa per l'esercizio in corso o, quando la durata residua dell'esercizio al momento della valutazione è inferiore a sei mesi, per i sei mesi successivi.

Tale obbligo sarà posto direttamente in capo all'imprenditore, agli amministratori ed al consiglio di amministrazione, che dovranno quindi dotarsi di strumenti atti a rilevare i sintomi della crisi prima che intervenga una segnalazione ad opera dei soggetti abilitati (tra cui l’Agenzia delle Entrate, gli istituti previdenziali, le banche)  presso l'organismo di  composizione della crisi territoriale competente, che dovrà essere costituito presso la Camera di Commercio competente.

Lo scopo di tutto ciò, a prima vista con spirito costruttivo, è quello di monitorare l’assetto economico-finanziario aziendale per garantire la sostenibilità finanziaria nel medio-lungo periodo ed individuare l’insorgere di situazioni che potrebbero provocare un prolungato squilibrio economico-finanziario, compromettendo la situazione dell’azienda stessa.

Come detto tra i soggetti segnalatori figurano gli istituti di credito ed è pertanto del tutto lecito attendersi che gli stessi porranno maggiore attenzione all’andamento delle aziende clienti, alle perdite attese dal singolo rapporto.

Ovviamente il monitoraggio sul credito non entrerà in gioco soltanto al momento di un possibile default, come oggi accade, ma interverrà dal momento dell’erogazione, con un’analisi continua di come i parametri di valutazione tenderanno a modificarsi.

Ci dovremo quindi attendere, in un clima già poco propenso al credito ed agli impieghi, una maggiore selettività nell’erogazione o quantomeno un inasprimento del livello degli spread applicati.

Come già più volte da me segnalato, il mondo delle aziende, i commercialisti, i consulenti si troveranno a giocare  “la grande scommessa” dell’inizio del mio articolo; proseguire in un atteggiamento di speranza, fine a se stesso, senza troppo discostarsi dalle modalità operative del passato, con il rischio di vedersi chiudere le porte degli istituti di credito in modo definitivo, oppure cogliere l’opportunità di un cambiamento a questo punto non solo necessario, ma obbligato, in modo da non rimpiangere il non fatto, per non essere più dispiaciuti per le cose non fatte, che per quelle fatte.

Buon lavoro e buon 2019!!

 

 

 

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