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PICCOLO E' BELLO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 26 Maggio 2020 08:10
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Una volta si diceva “piccolo è bello” e credo che, parlando delle imprese italiane, fino alla fine degli anni 90 probabilmente aveva un senso.

Se pensiamo alle Marche (ma non solo) il gran numero di aziende esistenti sul territorio (per lo più a carattere familiare) ha rappresentato per diverso tempo una caratteristica peculiare dell’economia locale e per molti versi la fortuna di alcune aree, a maggior ragione quelle dell’artigianato o della micro impresa.

Oggi siamo in una situazione in cui invece, dagli inizi degli anni duemila abbiamo assistito ad una progressiva moria delle piccole realtà, in concomitanza non solo con la grande crisi che ha colpito il mondo e l’Italia in particolare nel 2007/2008, ma anche con il graduale venir meno del supporto bancario, cui le imprese erano state sempre abituate.

Leggendo il testo del Decreto “Rilancio” evidenzio un intervento da me spesso auspicato, riferito alla necessità di rafforzare il patrimonio delle nostre aziende ed infatti:

per le imprese con un fatturato compreso fra i 5 ed i 50 milioni di euro che hanno subito un calo del fatturato del 33% sono previsti interventi di defiscalizzazione degli aumenti di capitale e di sostegno finanziario effettuati entro il 31 dicembre 2020. Per le imprese con ricavi sopra i 10 milioni di euro che effettuino aumenti di capitale superiori ai 250.000 euro è prevista la possibilità di emettere strumenti finanziari che possono venire acquistati dal ‘Fondo Patrimonio Pmi’ gestito da Invitalia, di 6 anni di durata senza il pagamento di interessi. Istituzione di un patrimonio destinato in CDP di 45 miliardi per le imprese con fatturato oltre i 50 milioni di euro.

Ora questo, sarebbe anche un intervento interessante e ben strutturato, se non fossimo in presenza di un dato inconfutabile; l’86% delle imprese italiane ha un fatturato al di sotto dei 2 milioni di euro e resta quindi completamente tagliato fuori dalla questione.

Certo, si potrà affermare che a quel comparto è stato riservato il prestito (da restituire ovviamente) dei 25.000 euro (poi emendato in Commissione a 30.000 euro) o il fondo perduto sulla perdita del fatturato di aprile, ma francamente questa vastissima platea di aziende dovrebbe ricevere ben altro, per permettere una rinascita, non tanto in termini di denaro (che ovviamente non guasta) quanto a livello di supporto a livello strategico, organizzativo e consulenziale, non ultimo con l’obiettivo di arrivare alla messa in sicurezza a livello patrimoniale.

Nell’incontro con gli imprenditori, spesso la difficoltà di accesso al credito(pur se ritenuta importante) non risulta essere prioritaria rispetto ad esempio ai problemi di liquidità legati ai tempi di pagamento; un altro aspetto che viene avvertito è il peso  verso gli adempimenti amministrativi, fiscali, tributari , burocratici, o ancora si recepisce il senso di difficoltà nell’essere competitivi con la concorrenza a basso costo.

Le priorità, in ultima analisi, per questo gran numero di imprese sono quattro e su queste occorre agire: migliorare la gestione e il controllo economico-finanziario, ricercare nuove idee e strumenti per conoscere le necessità dei clienti, relazioni più forti tra imprese ,allargare l’attività su nuovi prodotti.

Personalmente la sfida mi piace e mi rendo disponibile, per quanto di mia competenza a cogliere l’opportunità che ci viene data:

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.”


LUCIO ANNEO SENECA

 

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