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STRATEGIA E SPERANZA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 14 Giugno 2020 12:10
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E’ con la scelta di strategie adatte che problemi complicati vengono ridotti a semplici fenomeni e poi risolti.
(Charles Proteus Steinmetz)

Sono convinto che nella vita, in qualsiasi ambito, arriva il momento delle scelte ed è forse la cosa che di più comporta fatica, perchè comporta impegno, presa di posizione, decisione.

Nel lavoro, nella professione, nelle strategie aziendali, a maggior ragione in momenti come questi in cui stiamo ancora combattendo con la pandemia, ogni prospettiva appare incerta lontana; eppure, quasi a voler allontanare i ragionamenti, prevalgono i messaggi “ Ripartiamo” “Il peggio è alle spalle”, le borse , per un periodo recente, hanno fatto finta che nulla fosse successo, anzi hanno recuperato il recuperabile.

Non che forzatamente occorra vedere le cose in negativo o senza possibile uscita, ma quello che personalmente preoccupa è il voler contestualmente prendere atto di un ambito eccezionale che ci ha lasciato tramortiti, ma poi accendere il motore della macchina come se possa ripartire, nonostante che il motore è rimasto fermo tre mesi.

E’ come il pugile suonato, che ha subito un ko vuole subito riprendere l’incontro, senza avere le gambe che lo sostengono.

E’ altresì vero che ognuno ci mette il proprio per complicare le cose: il Governo che manda messaggi contradditori e spesso fuorvianti, gli Istituti di Credito, che continuano (ma ormai sono anni) ad evitare di ricoprire un ruolo passato di supporto ad un mondo, quello aziendale, che troppe volte in passato ha riservato sorprese negative, le imprese che già erano in difficoltà prima e che ora si aggrappano al Covid - 19 come giustificativo di un pantano in cui, salvo le dovute eccezioni, erano già cadute.

Continuo a pensare, a proposito del recente Decreto, che sostituire i mancati ricavi delle aziende con ulteriore debito sia un errore e certamente non sia la migliore soluzione per sostenere una ripresa e, tra le altre cose, alle banche (che dovrebbero concedere il credito) poco interessa se sia presente una seppur importante percentuale di garanzia del Fondo Centrale.

Agli imprenditori, ai loro commercialisti mi sento di ribadire un concetto, seppur banale; non da adesso, ma direi da quando Basilea 2 è stata applicata in modo completo, le Banche non hanno alcun interesse a finanziare aziende con rating negativo, con o senza garanzie aggiuntive non ha importanza.

Pertanto o l’azienda è in grado di cambiare la propria valutazione e dare maggiore attenzione al proprio bilancio resterà con un nulla di fatto ed allora, con la crisi che inizierà a mordere ancora di più da settembre, le nuvole si faranno più fosche e nere, ma, come dice Coelho:

Non posso perdere l’unica cosa che mi mantiene vivo: la speranza.

 

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