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ENERGIA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 08 Ottobre 2020 05:29
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Non è abbastanza fare dei passi che un giorno ci condurranno alla meta, ogni passo deve essere lui stesso uno meta, nello stesso momento in cui ci porta avanti.
(Goethe)

Oggi, mentre ero in macchina, ho ascoltato un’intervista al nostro Ministro dell’Economia che, con tono tranquillo, annunciava che dovremmo chiudere l’anno 2020 meglio del previsto, con un calo del Pil intorno al 9%.

Ora, capisco tutto, capisco il Covid, capisco che è arrivata tra capo e collo una mazzata che nessuno poteva aspettarsi, ma ritengo che forse il messaggio poteva essere dato in modo diverso e se è vero che il 2021 è visto con un Pil al + 6% (la qual cosa solo a sentirla mi sembra irraggiungibile), il delta resta comunque negativo!

E’ altrettanto vero che, chi governa, necessariamente non può darsi la zappa sui piedi da solo, ma obiettivamente le storie vanno sempre raccontate tutte, fino alla fine.

E allora da una parte non occorre fare i disfattisti, ma dall’altra dobbiamo tenere la testa fuori dalla sabbia e guardare intorno a noi; il panorama che abbiamo davanti (anno 2021 almeno), se non si mettono in campo le giuste strategie, sconterà non poche difficoltà, in primis nelle nostre imprese e di conseguenza ,a pioggia, su ognuno di noi.

Le imprese, già le imprese; abituate fin da sempre (e qui ovviamente bisogna ammettere le dovute eccezioni) a scommettere poco in proprio, ad aspettare aiuti, fondi dallo Stato, dalle banche.

Imprese che non hanno mai scommesso (ma la responsabilità in questo caso non è solo la loro) in formazione ed in crescita strategica e chissà quanto, invece, in questo momento le nostre aziende avrebbero avuto bisogno di un salto di qualità, di un cambiamento vero.

Non dimentichiamoci che (salvo nuove disposizioni) a gennaio prossimo termineranno sia i benefici sulle moratorie, che i divieti di licenziamento dei dipendenti e che, come ovvio, l’appesantimento economico- finanziario, e sociale sarà preoccupante.

Ma se non occorre fare i disfattisti, allora, mettiamo in campo queste benedette energie; visto che i soldi del Mes non li vogliamo (sarò cieco io ma non vedevo il problema ad accettarli) con i fondi del Recovery Funds mi auguro che (accanto alle riforme fiscali fondamentali), vengano stanziate somme per gli investimenti pubblici, ma che vengano anche incentivate le imprese ad investire, con sgravi fiscali e contributivi e poi il mio sogno nel cassetto (probabilmente mai realizzato) , vale a dire un intervento per finanziare i singoli imprenditori, imprese individuali o società, ivi comprese quelle di dimensione micro, allo scopo di capitalizzare le aziende, per lo più oggi impoverite nei numeri, non in grado di reggere all’urto che le attende.

Proviamo, una volta per tutte, a dimostrare che la forza dell’Italia degli anni 70/80 non era solo frutto di un’economia gonfiata, bensì che le capacità dei singoli ora sono soltanto sopite in un torpore dal quale tutti vogliamo risvegliarci.

 

Il mondo appartiene a quelli che hanno la maggiore energia.
(Visconte Alexis de Tocqueville)

Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Ottobre 2020 05:40
 

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