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CONSULENZA FINANZIARIA
OGGI DOMANI DOPODOMANI PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 20 Giugno 2019 13:35
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La parola “domani” è stata inventata per le persone indecise e per i bambini.
(Ivan Turgenev)

C'è un comune atteggiamento che noto nei rapporti con imprenditori, consulenti o commercialisti; fino a che è possibile si tende a non affrontare gli effetti che possono essere prodotti da nuove regole, leggi o normative, nonostante l'importanza e nonostante le negatività ancor più rilevanti che possono emergere dal non prendere di petto le problematiche stesse.

Intendiamoci….ognuno ha le sue giustificazioni, le proprie motivazioni e non penso che la nostra società sia assalita da un insano masochismo.

Occorre poi riconoscere che l'atteggiamento sopra descritto ben si sposa con quanto avviene a livello generale nell'ambito della nostra vita sociale e politica, dove emergono innumerevoli esempi di "spostamento in avanti del problema"; si tende a vivere l'oggi senza considerare l'impatto sul domani, quasi a voler limitare il proprio raggio di azione e di influenza.

Non poteva fare eccezione il tema sollevato dalla riforma sulla crisi di impresa,  dalle modifiche dell'articolo 2086 del Codice Civile e dall'innovazione dettata dai sistemi di allerta interna, in buona parte entrati in vigore già a marzo di quest'anno, se ne comprende forse l'importanza, ma ad oggi non viene considerata come una priorità per l'impresa, preferendo spostare più in là il problema.

Del resto, comportamento analogo ci fu  negli anni 2000, allorquando gli aspetti connessi all'avvento di Basilea 2 vennero assolutamente trascurati da tutti gli interpreti interessati (banche, aziende, commercialisti), tanto da non comprenderne invece il forte impatto che la normativa in questione avrebbe avuto nel rapporto banca/impresa, nella valutazione del rischio, nel costo in rapporto alla valutazione emersa.

Sembra oggi addirittura passare inosservato l’aspetto  connesso alla dimostrazione che l’impresa deve esplicitare sulla cosiddetta “continuità aziendale” e su tutto ciò che ne deriva (pianificazione, business plan, gestione della tesoreria) ; anziché cogliere al volo l’opportunità si procrastina la cosa.

Credo sia il momento di passare alla fase di crescita; lo stallo e la staticità in cui ci si è arenati deve essere superato, se si vuole guardare in avanti con piglio positivo….i tempi sono sempre più stretti.

Non illudetevi che le cose importanti possano essere rimandate fino a domani ; i casi sono due: o possono essere rimandate per sempre o devono essere fatte ora.
(Mignon McLaughlin)

 
 
IL TRENO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 27 Maggio 2019 17:12
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Il 16 marzo scorso è entrata un vigore una nuova normativa che prevede il nuovo Istituto d’Allerta d’impresa, con l’obiettivo di contrastare la crisi e l’insolvenza.

In sostanza tutti gli imprenditori, sia individuali che in forma societaria, hanno l’obbligo di dotarsi di un assetto organizzativo adeguato ai sensi dell’art. 2086 del Codice civile.

L’impresa si dovrà mettere nella condizione di rilevare la crisi in anticipo dotandosi, sopra determinati limiti ancora in corso di emendamento, di organi di controllo, sindaci e revisori.

Vorrei lasciare da parte gli aspetti connessi a quelle società che avranno l’obbligo di dotarsi degli orgnai di controllo sopra citati, per focalizzarmi sulla novità dell’art. 2086 del Codice Civile, in quanto (e la cosa sembra non essere compresa da tutti) riguarda le imprese di fatto nella sua totalità, seppure con delle differenziazioni (imprenditori individuali, società di qualsiasi tipo, imprese agricole, imprese minori).

Il nuovo sistema di allerta, così come previsto, porta l’imprenditore a monitorare la situazione aziendale (anche in ottica prospettica e non solo consuntiva), e rappresenta una maggiore tutela aziendale, evitando che una situazione di difficoltà possa aggravarsi, fino a diventare crisi irreversibile.
Soprattutto al fine di evitare la segnalazione operata dagli istituti Incaticati ( Inps, Agenzia delle Entrate, Banche) all’organismo creato presso le Camere di Commercio, la qual cosa genererebbe non pochi allarmismi esterni.

L’implementazione del sistema di allerta interna (o più semplicemente il dotarsi di un’organizzazione più efficace per monitorare gli aspetti economico - finanziari di un’azienda), può significare crescita per l’azienda stessa, portandola ad un cambiamento positivo.

Il messaggio quindi vuol dire essere in grado di anticipare la crisi e ascoltare i campanelli d’allarme eventuali per non rientrare nelle aziende che in poco tempo possono ritrovarsi in situazioni di non ritorno.

Crisi è quel momento in cui il vecchio muore ed il nuovo stenta a nascere.
(Antonio Gramsci)

 
 
L'ALTALENA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 20 Maggio 2019 08:59
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Mi vorrei soffermare sulle recenti importanti modifiche che hanno riguardato il mondo del credito, delle imprese ed in generale del sistema organizzativo del tessuto imprenditoriale del nostro paese.

Mi riferisco al nuovo Codice riguardante la crisi di impresa ed i meccanismi di allerta, alla riforma del Fondo di Garanzia, alla recente idea di ritornare (si badi bene dopo tre mesi non tre anni!) in modifica sui limiti concernenti gli obblighi del revisore ed alla proposta di eliminazione della lettera R in relazione alla limitazione dell'uso diretto della garanzia del Fondo Centrale.

Sembra francamente di vedere nelle diverse situazioni un atteggiamento a dir poco incoerente ed oserei anche dire di poca professionalità.

Pensiamo alla riforma del fondo ed alla proposta successiva di eliminare la lettera R prevista in alcune regioni; la riforma in questione si poneva lo scopo (a mio parere giustamente) in primis di eliminare la garanzia diretta facile in misura anche dell'80% a tutela delle banche per qualsiasi azienda, anche le top. Si è quindi voluto creare un nuovo sistema di garanzia inversamente proporzionale alla rischiosità dell'impresa che ne fa richiesta. Si è poi passati da un semplice scoring di bilancio ad un vero e proprio rating, anche prendendo in esame l'andamento della Centrale Rischi. Le garanzie possono risultare invece diverse e maggiori in presenza di garanzia Confidi rating (che in presenza di controgaranzia del fondo permettono la ponderazione zero per gli istituti) o addirittura prevedere un rischio tripartito fino all'importo di 120.000 euro. La riforma del fondo comunque nella sostanza si muoveva in una direzione di maggiore attenzione al rischio impresa ed ad un rapporto positivo per il Confidi.

Nel messaggio recente di eliminazione della lettera R si intravede invece una sorta di "guerra" al mondo del Confidi, in nome di un cosiddetto risparmio costi per le imprese ed in nome di una libertà di azione delle stesse imprese che non hanno così più il vincolo normativo.

Guardiamo poi la riforma del codice sulla crisi di impresa, nata con lo scopo di fermare il bubbone dei tanti fallimenti avvenuti in passato ed a maggior ragione a far crescere il sistema organizzativo interno delle aziende, poco inclini a verificare al proprio interno limiti , difficoltà e strategie a lungo termine; da qui l'abbassamento delle soglie riferite all'obbligo del revisore.

Una doppia opportunità si sarebbe creata; la prima per le aziende stesse, che seppur vero subendo un costo, avrebbero potuto un sistema virtuoso di crescita e di analisi interna che alla lunga avrebbe fatto ottenere indubbi risultati, la seconda per il mondo del consulenti e dei professionisti , che attraverso la formazione aziendale, l'innesto di sistemi di allerta interna, di pianificazione pluriennale avrebbero contribuito ad un' importante crescita del tessuto imprenditoriale del nostro paese.

Sembra di leggere negli emendamenti sopra citati il classico atteggiamento di chi per ottenere consensi sceglie la strada più semplice....accontentare il più possibile, badando all'oggi....un domani chissà......

Questa pericolosa retromarcia, non solo vanifica tutto ciò , ma genera un pericoloso messaggio in un mondo già poco abituato alle regole: "non c'è niente di cui preoccuparsi" , "poi ci sarà sempre qualcuno che interviene e sistema le cose per il meglio"......ma mi domando ...per il meglio di chi? Basta guardarsi intorno, basta osservare il triste scenario delle imprese in crisi per avere una risposta.

Non essere altro se non te stesso – in un mondo che fa del suo meglio notte e giorno per renderti un altro – significa combattere la battaglia più ardua che un essere umano possa combattere; e non smettere mai di lottare.
(E. E. Cummings)

 
   
LA RINASCITA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 24 Febbraio 2019 14:52
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Crisi è quel momento in cui il vecchio muore ed il nuovo stenta a nascere.

(Antonio Gramsci)

Solitamente è mia abitudine concludere un articolo con una frase che mi ha colpito, per lasciare uno spunto di riflessione.

Questa volta ho voluto iniziare invece inserendo da subito l'impatto ed il contenuto di poche righe che fotografano però in modo preciso la fase, sempre più complessa, che sta vivendo il nostro sistema imprenditoriale...e non solo.

Più volte ho sostenuto la tesi della necessità, per le imprese, di compiere quel cambio di passo mentale, strategico, organizzativo che spesso, per pigrizia, per cecità più che per incapacità , non viene affrontato.

E pensare che di occasioni ce ne sono state, non si può certo dire che un vento di cambiamento non poteva essere avvertito, fin dai lontani , ormai, tempi di Basilea 2 (ormai diventata 3 e 4), fino ad arrivare all' IFRS 9 ed ai forti segnali della necessità di una trasformazione, purtroppo mai colti in modo completo.

La recente approvazione della Legge 155 e della riforma sulla Crisi di Impresa (della quale ho già in precedenza avuto occasione di parlare) è l'ennesima occasione che aziende , commercialisti, professionisti del settore in genere, dovrebbero cogliere al volo, per passare da ciò che si è a ciò che si potrebbe essere, per giocare di anticipo e, per una volta, poter costruire il proprio futuro, senza farsi cogliere impreparati o senza aver bisogno di chi ti segnala le tue difficoltà.

Segnalo un sito www.sistemadiallerta.com del quale condivido pienamente lo spirito ed i contenuti . Rappresenta la volontà di chi crede che ancora sia assolutamente possibile avere le capacità di entrare nel profondo della propria azienda, analizzare nello specifico gli aspetti che altri, dopo di noi, potrebbero cogliere e che potrebbero essere avvertiti in modo negativo, se non si interviene con tempistiche immediate; personalmente mi sono sentito di raccogliere questa sfida e di prendere questa opportunità perchè ho sempre creduto moltonella professionalità e nella capacità di ognuno di crearsi il proprio futuro.

Quando si effettua una scelta, si cambia il futuro.

(Deepak Chopra)


 
 
ANCORA SULLA LEGGE 155 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 29 Gennaio 2019 07:39
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Ritorno su quanto già da me affrontato nei precedenti post, in quanto respiro, mio malgrado, in questi primi giorni del 2019 un atteggiamento di attesa passiva sull'argomento in questione, per non dire di pericolosa trascuratezza.

E' un po' la stessa aria che sentivo agli inizi del duemila, agli albori di Basilea 2, quando mi sforzavo di convincere professionisti ed imprese dell'importanza di prepararsi al fine di evitare ciò che poi purtroppo in seguito è avvenuto ed ovviamente poi su questo in Italia siamo bravissimi nel piangerci addosso ed incolpare qualcuno diverso da noi su situazioni per le quali dovremmo in realtà fare soltanto il mea culpa.

Anche adesso il mondo imprenditoriale (ma con esso il mondo dei commercialisti e dei consulenti) dovrebbe a mio parere cogliere al volo l'opportunità che si presenta con le novità riferite alla Legge 155, all'obbligo di di dotarsi di sistemi di allerta e monitoraggio che vadano ad anticipare problematiche di crisi che, se trascurate, potrebbero portare a percorsi ben più complessi e negativi. Nonostante questo risuonano "vecchie note" del tipo....NON FACCIAMO ALLARMISMI INUTILI - NON CREDO MI RIGUARDI - SONO CONTROLLI CHE GIA'  FACCIO IN AZIENDA - LA MIA UNICA NECESSITA' EVENTUALMENTE SONO NUOVI AFFIDAMENTI - LA MIA E' UN'AZIENDA PICCOLA E QUINDI NON DEVO FARE NULLA, della serie....disimpegnamoci e non sforziamoci più di tanto.

Due messaggi:

- le aziende non possono più ragionare come si faceva in passato; oggi (ma ormai da diversi anni) avranno ascolto in banca e potranno accedere al credito soltanto quelle meritevoli e per meritevoli intendo le aziende in ordine con numeri di bilancio, banche dati e soprattutto capacità restitutiva del debito.

- non si può più dipendere in aziende da un obbligo normativo, fiscale od altro; occorre giocare di anticipo per non restare al palo e d evitare di trovarsi in acque dalle quali non riuscire poi ad uscire.

 

Massima del giorno

Tu puoi ritardare, ma il tempo non lo farà.
(Benjamin Franklin)

 
   
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