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CONSULENZA FINANZIARIA
LA PERGAMENA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 15 Settembre 2020 07:45
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Il cielo è quella bella pergamena in cui il sole e la luna scrivono il loro diario.
(Alfred Kreymborg)

 

Mia madre, che ha vissuto la guerra, spesso mi dice di guardare le cose comunque in positivo, per la logica del bicchiere mezzo pieno e devo ammettere che è una visione che aiuta ad allontanare quell’alea di pessimismo e negatività che spesso tende a pervadere il nostro vissuto e gli attuali momenti in cui siamo giornalmente catapultati.

Certo, a ben guardare i diversi aspetti, non ci sarebbe molto da stare allegri, stante ad esempio gli ultimi dati Istat sull’occupazione, l’andamento del Pil in discesa brutale e mai vista, una pandemia che non arretra minimamente, un quadro politico tutto tranne che stabile, una scuola che riparte tra mille difficoltà,una società in cui sempre di più si vive un senso di disagio, di rabbia, di scontento.

Ma non per questo il senso della difficoltà deve prevalere o la resa deve apparire il percorso già segnato; credo di poter dire che il paese Italia si trova , mai come adesso, di fronte ad un bivio fondamentale , nel quale ha l’occasione di uscire, una volta per tutte, dal grigiore rappresentato dai vecchi clientelismi, dalle logiche dell’amico dell’amico, dall’assistenzialismo scontato, dalla critica senza proposte, dalla visione di uno Stato da sfruttare e, se possibile, fregare.

Il nuovo percorso potrà essere quello della rinascita , del netto cambiamento, della maturazione delle idee, che non sono mai mancate, ma che spesso e volentieri sono in qualche modo rimaste sepolte dietro la logica della paura o dell’incostanza.

Questo nostro paese ce la può fare, sempre che si esca, in modo definitivo, dalle vecchie logiche; dopo la guerra i nostri nonni , i nostri genitori hanno avuto la forza di ricostruire, ma il successivo percorso ha subito diversi intoppi, diverse deviazioni morali, sociali ed etiche.

Non commettiamo i vecchi errori, per non gettare al vento, forse una delle ultime serie occasioni di cambiamento.

Chiedete penna e calamaio; eccovi della carta bianca. Sedetevi, signore, dipingete secondo la vostra idea della bellezza
(Laurence Sterne)

 
 
IL MITO CHE NON C'E' PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 03 Settembre 2020 16:43
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Chi s’aggrappa. Chi affonda. Chi riemerge. La vita è un mare aperto.
(vinkweb, Twitter)

Il caso WireCard mi ha certamente fatto capire alcune cose.

In primo luogo cade il mito tedesco; anche in Germania succedono casi di falsificazione di bilanci, di mancanza di controllo, di società di revisione che non operano come dovrebbero. Non che il “mal comune mezzo gaudio” mi consoli, ma certamente il fatto apre ragionamenti più ampi.

In secondo luogo, per chi come me ha avuto la fortuna di vivere la finanza negli anni 90, ci si rende conto di come oggi i mercati (ed i relativi risultati di investimento) siano dipendenti non più soltanto dalle capacità o dalle analisi di un consulente, bensì da situazioni in primis imprevedibili ed in secondo luogo totalmente sganciate da logiche di mercato. Questo aspetto indubbiamente crea non poche domande ed interrogativi.

Nonostante questo penso però che in ogni campo ed in ogni settore ,alla lunga la capacità, la professionalità e la preparazione riescano a fare la differenza, quello che al limite cambia è l’orizzonte temporale in cui il risultato finale viene ottenuto.

E qui entra in gioco il tempo, in un momento in cui questa variabile diventa invece fondamentale e decisivo per tracciare la linea di demarcazione tra il positivo ed il negativo., tra il navigare o l’affondare. Un tempo che di fatto è spesso trascorso in passato nell’attesa e che rischia di essere veramente poco.

La prima condizione per salvarsi da un naufragio, non è saper nuotare, ma volersi salvare.
(Mheathcliff, Twitter)

Quello che vedo oggi , nel mondo delle aziende, riflette questo aspetto, questo rischio; con il mondo politico che non può permettersi (o non vuole) di modificare l’impatto decisamente poco sopportabile dell’ambito fiscale,  con il mondo bancario chiuso a riccio per proprie problematiche e per poca convenienza all’erogazione di impieghi, con il panorama delle aziende, timorose ed impaurite, che tutto hanno in mente, tranne che di investire in un futuro incerto, la scossa può provenire a mio parere dall’esterno in due modi: un grande impulso potrebbe arrivare proprio dagli ambiti governativi, con una spinta agli investimenti produttivi, ai fondi agevolati per le aziende, volti alla capitalizzazione delle stesse (ivi compreso quelle di piccole dimensioni) ed alla formazione professionale ed imprenditoriale.

L’altro segnale di cambiamento è in mano al professionista, al consulente aziendale, che può innestare, all’interno di questo quadro, una crescita sia a livello di strategia, sia a livello di preparazione imprenditoriale , diretta sia ai titolari aziendali che ai dipendenti interni.

Per fare questo occorre un grande salto di qualità, uscire cioè da logiche di chiusura, di gelosia professionale ed abituarsi a fare squadra, lasciando a chi di competenza il proprio spazio. Che ognuno metta in campo il proprio talento, le proprie capacità per un unico obiettivo ed un unico risultato. Non dimentichiamoci mai che il nostro paese era già in crisi ben prima della pandemia e che questo quadro non si vedeva da diversi decenni.

Quando sarò di fronte a Dio alla fine della mia vita, spero che non mi sarà rimasta nemmeno una briciola di talento, e che io possa dire, “Ho usato tutto quello che mi hai dato”.
(Erma Bombeck)

Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Settembre 2020 16:53
 
 
IL TALENTO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 26 Agosto 2020 06:36
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L’unica cosa che rende la vita sopportabile è una permanente ed intollerabile incertezza; il non sapere cosa verrà dopo.
(Ursula Kroeber Le Guin)

 

Le Borse , sia italiana che mondiali, che in genere salgono ed inanellano record, completamente disallineate dal mondo della produzione e dell’economia.

Il Covid 19 (ma abbiamo superato la metà del 2020 e ci incamminiamo verso il 2021) che non molla la presa, anzi ha tutte le intenzioni di farci compagnia per diverso tempo.

La scuola, riapre, non riapre, tutti la nominano, la considerano una priorità, un esigenza primaria per i nostri ragazzi, ma le strategie latitano, si sente una mancanza di collegamento con le famiglie, con i genitori sbandati ed incerti sul futuro, ormai prossimo, dei propri figli.

Un’estate che se ne va, tra polemiche, vacanze corte ed un ritorno al lavoro incerto, pieno di incognite.

Ed in tutto questo il mondo delle aziende, piene di dubbi, di insicurezze a cui mi sento di regalare una frase:

In ogni caso la speranza conduce più lontano della paura.
(Ernst Jungher)

E allora, che ognuno ci metta del suo, rivitalizzi i propri talenti, perchè questo momento richiede l’energia di tutti, ciascuno nel proprio campo e settore.

Per troppo tempo, anche a livello aziendale, si è atteso, aspettato che qualcuno facesse o qualcosa avvenisse.

E’ arrivato il momento di scrivere la propria pagina, fino alla fine del foglio.

 
   
l'impegno PDF Stampa E-mail
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Venerdì 07 Agosto 2020 09:57
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Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla.
(Martin Luther King)

Ognuno di noi ha una storia, un’esperienza, uno o più talenti; mia madre, che ha vissuto la guerra, ad un certo punto della sua vita ha preso in mano il coraggio ed ha lottato per sè e per gli altri, per uscire da un incubo.

Credo che oggi, nel nostro piccolo ed in un quadro chiaramente diverso, abbiamo l’onere di trasformare la critica ed il commento in operatività ed azioni.

Ho calcato il mondo imprenditoriale per diversi anni ed ho avuto la fortuna di vivere realtà importanti e formanti e quello che vedo oggi, nelle nostre aziende, soprattutto quelle di dimensione medio piccole , è spesso un preoccupante sbandamento ed una mancanza di senso di direzione o strategia.

Penso sia necessario dare a queste imprese, agli imprenditori un nuovo entusiasmo, pur nella consapevolezza delle enormi problematiche che ereditano da più di dieci anni di crisi, oltre che la recente situazione connessa alla pandemia.

Potrebbe essere il momento di unire sforzi in un’associazione di promozione sociale tra chi , come me, può mettere a disposizione un vissuto, una serie di esperienze raccolte per strada, per creare un percorso di affiancamento e di formazione diretto sia alle imprese (e loro collaboratori), sia a giovani che ad oggi non riuscirebbero ad avere possibili spazi di occupazione.

Sono convinto che la base, le fondamenta del nostro sistema economico siano forti ed abbiano delle potenzialità (per storia e natura) che altri non hanno e non avranno mai; occorre solo trasformare una leggera brezza in un vento vigoroso, potente.

 

Qualunque cosa facciate, voglio che vi impegnate a farla. Non c’è scusa per chi non ci prova.
(Barack Obama)

Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Agosto 2020 09:58
 
 
l'unità PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 06 Agosto 2020 06:38
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La ragione per cui il mondo manca di unità e giace a pezzi e a mucchi è che l’uomo manca di unità con se stesso.
(Ralph Wald Emerson)

 

Da più parti si alzano voci di preoccupazione per il futuro, articoli su articoli di giornale che mettono in evidenza come la pandemia (e non solo quella) andrà a procurare enormi danni alle economie di tutto il mondo.

Segnali di allarme per le nostre aziende, per le quali solo un terzo probabilmente la crisi lascerà segni trascurabili, consumi che non risalgono, disoccupazione che, soprattutto nei giovani, torna a salire in modo preoccupante.

Nonostante questo sentivo anche oggi Usa e Cina si fanno la guerra e questo non sarà altro che un inizio di un percorso che porterà inevitabilmente ad un rapporto sempre più conflittuale.

In questo clima quello che può salvare le nostre aziende , a mio parere, può essere solo l’aggregazione, il fare rete; badate che il fare rete che io intendo è totale, non solo in ambito verticale, bensì anche orizzontale.

Gli interpreti di una filiera, che sia produttiva, di servizi o commerciale devono comprendere che solo consorziandosi, mettendo in sinergia le proprie forze ed i propri talenti , si possono superare i limiti di dimensione, di organizzazione, di liquidità.

Per fare questo occorre in primis superare un grande limite, tipicamente italiano; il considerare cioè l’impresa come cosa propria, come un “giocattolo” a disposizione di nessun altro.

Sul mio sito ho impresso una frase storica di Churcill:

Molte persone vedono l'impresa privata come una tigre feroce, da uccidere subito. Altre invece come una mucca da mungere. Pochissime la vedono com'è in realtà: un robusto cavallo che, in silenzio, traina un pesante carro.

Credo che il primo sforzo da compiere sia proprio iniziare a ragionare in questo senso, abbandonando i tanti personalismi ed allora occorrerà poi fare squadra tutti insieme, imprenditori, commercialisti, consulenti aziendali, perchè anche in questo campo, che dovrebbe essere invece scevro da questi aspetti, si notano, gelosie, blocchi, timori, boicottaggi.

La crescita va compiuta tutti insieme, se vogliamo che prevalga la speranza invece che la rassegnazione.

 

 
   
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