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PRESTO O TARDI PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 24 Ottobre 2019 14:29
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Noto con piacere che il Sole 24ore ha pubblicato ieri un inserto dedicato alla riforma della Crisi di Impresa ed ai sistemi di allerta. Si parla di occasione di crescita e di necessità di giocare d'anticipo per tutelare i valori aziendali. Tutto giusto. Peccato che, come sempre in Italia, o almeno nella nostra Regione, si tende a fare orecchie da mercante, a valutare la cosa come un problema che verrà, non una priorità. Chissà che un giorno l'alba arrivi.....


La cosa più importante della vita è conoscere le cose più importanti della vita. (David F. Jakielo)

 
 
IL TRAMONTO E L'ALBA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 23 Ottobre 2019 14:12
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Prendo spunto dall'ultimo lavoro in uscita dei Coldplay per dare il titolo a questo mio post e mi piace accostarlo all'attuale fase sociale, economica e finanziaria del nostro paese Italia.

Ascoltavo alla radio recentemente una trasmissione nella quale ci si chiedeva il motivo per il quale ,mentre negli altri paesi, vedi Francia, Spagna, Hong Kong (solo per citare gli ultimi esempi) esiste un movimento di rivolta, bolle in pancia un sentimento di ribellione che sfocia in manifestazioni spesso violente, in Italia stenta a prendere corpo un sentimento di rivolta così massiccio e deciso nelle azioni, sembra quasi ci sia una sorta di accettazione passiva allo stato dell'arte che ci accompagna ormai da diversi anni.

Le motivazioni partivano, in questa trasmissioni, da logiche del passato, in base alle quali alcuni paese (vedi Francia) hanno per propria storia maggiore attitudine alle rivoluzioni, ai moti popolari; a mio parere il nostro è un paese purtroppo fermo a livello demografico, con crescita zero nelle nascite, con un patrimonio di giovani leve che emigra all'estero per cercare le opportunità che non trovano da noi. Un paese che ha perso il mordente e la speranza di un futuro, in tutti i sensi.

L'ambito delle strategie imprenditoriali, quello economico-finanziario non poteva e non può che essere in linea con questo sentimento di mediocrità e di stasi complessiva; sistema bancario ingessato nelle sue problematiche, spinto verso servizi alternativi che garantiscano i margini necessari, non in grado invece di ricordare come nel passato (neanche tanto antico) gli impieghi rappresentassero la valvola del ricavo maggiore. Certo oggi lo si dovrebbe fare con maggiore attenzione, con la capacità di saper valutare un'azienda non solo sui numeri, ma anche su aspetti prospettici e tutto questo presupporrebbe formazione interna, ricerca, crescita professionale....ad oggi impossibile!!

Cosa dire poi della nostra classe imprenditoriale, simile ad un animale in gabbia, senza più il coraggio di uscire e allora si preferisce non crescere, restare fermi....perchè mai dovrei investire? Perchè preoccuparmi delle nuove norme sulla crisi di impresa, sul sistema di allerta, tanto ancora non si capisce come funzionano, ci potrebbe sempre essere una proroga!!

Non parliamo del mondo delle associazioni di categoria, sempre più simili a sepolcri imbiancati, dove si tende a mantenere lo stato attuale, molto simili se vogliamo ad ambienti statali, nei quali si tende spesso a guardare all'oggi e molto poco al domani.

E allora?

I nostri giovani, le nostre aziende , la nostra economia che futuro hanno?

Triste, purtroppo, se non si avrà il coraggio di puntare oggi su ciò che in realtà ancora funziona e sulla rinascita , dalle macerie di chi invece resterà indietro, di nuove start up, guidate da imprenditori giovani e lungimiranti, che avranno la forza ed il coraggio di rialzare questo paese derelitto.

È nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora; senza crisi qualsiasi vento diventa una brezza leggera.
(Albert Einstein)

 
 
OGGI DOMANI DOPODOMANI PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 20 Giugno 2019 13:35
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La parola “domani” è stata inventata per le persone indecise e per i bambini.
(Ivan Turgenev)

C'è un comune atteggiamento che noto nei rapporti con imprenditori, consulenti o commercialisti; fino a che è possibile si tende a non affrontare gli effetti che possono essere prodotti da nuove regole, leggi o normative, nonostante l'importanza e nonostante le negatività ancor più rilevanti che possono emergere dal non prendere di petto le problematiche stesse.

Intendiamoci….ognuno ha le sue giustificazioni, le proprie motivazioni e non penso che la nostra società sia assalita da un insano masochismo.

Occorre poi riconoscere che l'atteggiamento sopra descritto ben si sposa con quanto avviene a livello generale nell'ambito della nostra vita sociale e politica, dove emergono innumerevoli esempi di "spostamento in avanti del problema"; si tende a vivere l'oggi senza considerare l'impatto sul domani, quasi a voler limitare il proprio raggio di azione e di influenza.

Non poteva fare eccezione il tema sollevato dalla riforma sulla crisi di impresa,  dalle modifiche dell'articolo 2086 del Codice Civile e dall'innovazione dettata dai sistemi di allerta interna, in buona parte entrati in vigore già a marzo di quest'anno, se ne comprende forse l'importanza, ma ad oggi non viene considerata come una priorità per l'impresa, preferendo spostare più in là il problema.

Del resto, comportamento analogo ci fu  negli anni 2000, allorquando gli aspetti connessi all'avvento di Basilea 2 vennero assolutamente trascurati da tutti gli interpreti interessati (banche, aziende, commercialisti), tanto da non comprenderne invece il forte impatto che la normativa in questione avrebbe avuto nel rapporto banca/impresa, nella valutazione del rischio, nel costo in rapporto alla valutazione emersa.

Sembra oggi addirittura passare inosservato l’aspetto  connesso alla dimostrazione che l’impresa deve esplicitare sulla cosiddetta “continuità aziendale” e su tutto ciò che ne deriva (pianificazione, business plan, gestione della tesoreria) ; anziché cogliere al volo l’opportunità si procrastina la cosa.

Credo sia il momento di passare alla fase di crescita; lo stallo e la staticità in cui ci si è arenati deve essere superato, se si vuole guardare in avanti con piglio positivo….i tempi sono sempre più stretti.

Non illudetevi che le cose importanti possano essere rimandate fino a domani ; i casi sono due: o possono essere rimandate per sempre o devono essere fatte ora.
(Mignon McLaughlin)

 
   
IL TRENO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 27 Maggio 2019 17:12
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Il 16 marzo scorso è entrata un vigore una nuova normativa che prevede il nuovo Istituto d’Allerta d’impresa, con l’obiettivo di contrastare la crisi e l’insolvenza.

In sostanza tutti gli imprenditori, sia individuali che in forma societaria, hanno l’obbligo di dotarsi di un assetto organizzativo adeguato ai sensi dell’art. 2086 del Codice civile.

L’impresa si dovrà mettere nella condizione di rilevare la crisi in anticipo dotandosi, sopra determinati limiti ancora in corso di emendamento, di organi di controllo, sindaci e revisori.

Vorrei lasciare da parte gli aspetti connessi a quelle società che avranno l’obbligo di dotarsi degli orgnai di controllo sopra citati, per focalizzarmi sulla novità dell’art. 2086 del Codice Civile, in quanto (e la cosa sembra non essere compresa da tutti) riguarda le imprese di fatto nella sua totalità, seppure con delle differenziazioni (imprenditori individuali, società di qualsiasi tipo, imprese agricole, imprese minori).

Il nuovo sistema di allerta, così come previsto, porta l’imprenditore a monitorare la situazione aziendale (anche in ottica prospettica e non solo consuntiva), e rappresenta una maggiore tutela aziendale, evitando che una situazione di difficoltà possa aggravarsi, fino a diventare crisi irreversibile.
Soprattutto al fine di evitare la segnalazione operata dagli istituti Incaticati ( Inps, Agenzia delle Entrate, Banche) all’organismo creato presso le Camere di Commercio, la qual cosa genererebbe non pochi allarmismi esterni.

L’implementazione del sistema di allerta interna (o più semplicemente il dotarsi di un’organizzazione più efficace per monitorare gli aspetti economico - finanziari di un’azienda), può significare crescita per l’azienda stessa, portandola ad un cambiamento positivo.

Il messaggio quindi vuol dire essere in grado di anticipare la crisi e ascoltare i campanelli d’allarme eventuali per non rientrare nelle aziende che in poco tempo possono ritrovarsi in situazioni di non ritorno.

Crisi è quel momento in cui il vecchio muore ed il nuovo stenta a nascere.
(Antonio Gramsci)

 
 
L'ALTALENA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 20 Maggio 2019 08:59
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Mi vorrei soffermare sulle recenti importanti modifiche che hanno riguardato il mondo del credito, delle imprese ed in generale del sistema organizzativo del tessuto imprenditoriale del nostro paese.

Mi riferisco al nuovo Codice riguardante la crisi di impresa ed i meccanismi di allerta, alla riforma del Fondo di Garanzia, alla recente idea di ritornare (si badi bene dopo tre mesi non tre anni!) in modifica sui limiti concernenti gli obblighi del revisore ed alla proposta di eliminazione della lettera R in relazione alla limitazione dell'uso diretto della garanzia del Fondo Centrale.

Sembra francamente di vedere nelle diverse situazioni un atteggiamento a dir poco incoerente ed oserei anche dire di poca professionalità.

Pensiamo alla riforma del fondo ed alla proposta successiva di eliminare la lettera R prevista in alcune regioni; la riforma in questione si poneva lo scopo (a mio parere giustamente) in primis di eliminare la garanzia diretta facile in misura anche dell'80% a tutela delle banche per qualsiasi azienda, anche le top. Si è quindi voluto creare un nuovo sistema di garanzia inversamente proporzionale alla rischiosità dell'impresa che ne fa richiesta. Si è poi passati da un semplice scoring di bilancio ad un vero e proprio rating, anche prendendo in esame l'andamento della Centrale Rischi. Le garanzie possono risultare invece diverse e maggiori in presenza di garanzia Confidi rating (che in presenza di controgaranzia del fondo permettono la ponderazione zero per gli istituti) o addirittura prevedere un rischio tripartito fino all'importo di 120.000 euro. La riforma del fondo comunque nella sostanza si muoveva in una direzione di maggiore attenzione al rischio impresa ed ad un rapporto positivo per il Confidi.

Nel messaggio recente di eliminazione della lettera R si intravede invece una sorta di "guerra" al mondo del Confidi, in nome di un cosiddetto risparmio costi per le imprese ed in nome di una libertà di azione delle stesse imprese che non hanno così più il vincolo normativo.

Guardiamo poi la riforma del codice sulla crisi di impresa, nata con lo scopo di fermare il bubbone dei tanti fallimenti avvenuti in passato ed a maggior ragione a far crescere il sistema organizzativo interno delle aziende, poco inclini a verificare al proprio interno limiti , difficoltà e strategie a lungo termine; da qui l'abbassamento delle soglie riferite all'obbligo del revisore.

Una doppia opportunità si sarebbe creata; la prima per le aziende stesse, che seppur vero subendo un costo, avrebbero potuto un sistema virtuoso di crescita e di analisi interna che alla lunga avrebbe fatto ottenere indubbi risultati, la seconda per il mondo del consulenti e dei professionisti , che attraverso la formazione aziendale, l'innesto di sistemi di allerta interna, di pianificazione pluriennale avrebbero contribuito ad un' importante crescita del tessuto imprenditoriale del nostro paese.

Sembra di leggere negli emendamenti sopra citati il classico atteggiamento di chi per ottenere consensi sceglie la strada più semplice....accontentare il più possibile, badando all'oggi....un domani chissà......

Questa pericolosa retromarcia, non solo vanifica tutto ciò , ma genera un pericoloso messaggio in un mondo già poco abituato alle regole: "non c'è niente di cui preoccuparsi" , "poi ci sarà sempre qualcuno che interviene e sistema le cose per il meglio"......ma mi domando ...per il meglio di chi? Basta guardarsi intorno, basta osservare il triste scenario delle imprese in crisi per avere una risposta.

Non essere altro se non te stesso – in un mondo che fa del suo meglio notte e giorno per renderti un altro – significa combattere la battaglia più ardua che un essere umano possa combattere; e non smettere mai di lottare.
(E. E. Cummings)

 
   
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